Il Progetto


Il fondatore di ASOM, Claudio Villa , è responsabile del progetto “Cavalli in carcere” e organizza
corsi di formazione per i detenuti, denominati “Conoscere il cavallo“.
Il corso di formazione, tenuto da docenti esperti in materia, è volto a promuovere il reinserimento sociale
e lavorativo di persone in esecuzione di pena detentiva garantendo una competenza nella gestione del
cavallo e di una scuderia.
Il progetto è destinato alla popolazione carceraria maschile e femminile, che corrisponde al dettato
costituzionale della funzione rieducativa della pena, in grado di creare un’opportunità di lavoro per
persone svantaggiate in esecuzione penale e di promuovere il loro reinserimento nella vita sociale da
cittadini attivi nella vita civile e nella legalità.
Questo progetto è in grado altresì di condividere gli obiettivi in materia di tutela degli animali e del loro
benessere, in virtù della decennale collaborazione con le autorità nei sequestri e del riconoscimento, con decreto ministeriale, quale associazione affidataria di equidi sequestrati e/o confiscati.
PERCHE’ I CAVALLI?
Sono curiosi, giocosi, grossi e possono incutere timore, ma non hanno sentimenti contrastanti, non tengono conto delle “etichette” così spesso abusate nella relazione sociali e non lasciano spazio a quei comportamenti comunemente in uso quali manipolazione, aggressività e passività. Inoltre, con il cavallo si è tutti sullo stesso piano, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche, mentali o comportamentali di ognuno.
Infatti, l’equide reagisce esclusivamente a cosa sta succedendo e a quello che uno prova in quel preciso momento, accettando o rifiutando le nostre emozioni e le nostre azioni con la stessa immutata disponibilità, inducendo la persona a farsi carico delle proprie responsabilità e creando un’opportunità di relazione che ogni volta si ripresenta intatta: la conseguenza immediata di un atteggiamento di questo tipo lascia la persona libera di essere sé stessa e di sentirsi accettata per come è, in alcuni casi per la prima volta nella vita.
Perciò, la costanza, la pazienza, il rispetto continuo, e l’impegno che una relazione di questo tipo richiede per essere mantenuta, aiuta ad interiorizzare l’esperienza, a farla propria e a far sì che questo stesso modo di relazionarsi si applichi anche nella vita sociale.

L’Associazione Salto Oltre il Muro Asd – Centro studi relazione uomo cavallo Onlus si presenta come la
prima ed unica realtà in Europa ad possedere i cavalli per la riabilitazione sociale dei detenuti con
risultati consolidati e incoraggianti. Quest’ultimi, accudiscono i cavalli, seguendo il corso “Conoscere il
Cavallo”, che ha la finalità di insegnare il mestiere dell’Artiere, ossia il più comunemente chiamato
uomo di scuderia”.
Nel contesto carcerario quello che è diverso è l’elemento uomo, che non è disabile o anziano, ma una
persona che ha violato le leggi e offeso la società, che, con i suoi pregiudizi, porta il detenuto ad essere
emarginato, creando così una completa separazione dal mondo esterno.
Associazione Salto Oltre il Muro ASD – centro studi relazione uomo cavallo Onlus, con il progetto “Cavalli in carcere” si pone l’obiettivo di costruire un ponte che metta in comunicazione tra la realtà carceraria e la realtà esterna e ne favorisca i rapporti attraverso la conoscenza di una realtà operativa innovativa nel panorama italiano.
Il progetto si sviluppa con tre obiettivi principali:
• la riabilitazione del detenuto con l’aiuto del cavallo;
• la riabilitazione del cavallo per mano dell’uomo;
• una seconda opportunità per entrambi

Obiettivi a favore del DETENUTO
Il programma di riabilitazione del detenuto prevede l’insegnamento di un mestiere in un ambiente a forte impatto emotivo, in cui tutti il comportamento sul campo è regolato da un animale che non giudica, ma nemmeno fa sconti in caso di errore, inducendo significativi cambiamenti nelle attitudini personali.
Obiettivi a favore del CAVALLO
Il programma di riabilitazione del cavallo invece prevede un lavoro di recupero del benessere emozionale e fisico dell’animale tramite il ri-addestramento e la cura quotidiana ad opera del detenuto: la riabilitazione del cavallo si basa soprattutto sulla fiducia e l’onestà reciproca.

RISULTATI ATTESI

Oltre all’aspetto pratico della gestione dell’animale quello che diventa sempre più evidente durante il susseguirsi dei corsi e che conferma il valore delle Attività Assistite da Animali (AAA), è il forte impatto emotivo che il cavallo ha sulla popolazione carceraria che se ne prende cura.  Infatti, lavorare con un animale di mole così imponente obbliga ad un comportamento che necessariamente comporta l’abbattimento delle difese e dell’aggressività e il trovare una modalità di comunicazione non verbale che porti al rispetto reciproco; contrariamente, l’animale non risponde alle richieste fatte e non si rende disponibile alla mano, così creando un clima di tensione potenzialmente pericoloso per sé e per l’uomo.

Nella relazione uomo – cavallo il confronto è continuo, ma, a differenza delle relazioni umane è sempre diretto, chiaro, onesto e non giudicante, permettendo, in questo modo, al detenuto di elaborare metafore importanti utili alla rielaborazione dei comportamenti pregressi.

La creazione di una relazione positiva con il cavallo che sia gratificante per entrambe le parti significare concedere l’opportunità alla persona ristretta di:

• prendere coscienza dei propri sentimenti

• prendere coscienza delle proprie azioni

• prendere coscienza del proprio modo di comunicare

• acquisire determinazione, pazienza, senso di responsabilità

• acquisire la capacità di affrontare la paura e gestire la collera

• imparare la collaborazione e la negoziazione

• verificare in tempo reale le conseguenze dei propri comportamenti nelle relazioni quotidiane.

POSSIBILI AMPLIAMENTI DEL PROGETT

Sostenere nuove opportunità di lavoro per persone in esecuzione penale e la crescita qualitativa e quantitativa degli inserimenti occupazionali, riducendo le possibilità di situazioni recidive, formando personale competente nella gestione di cavalli e scuderie in un territorio con elevata attività ippica ed equestre contribuendo ad attenuare il pregiudizio della società, ed in particolare la società del lavoro, nei confronti di persone che provengono dagli Istituiti di reclusione.

Sostenere e promuovere la tutela del benessere animale tramite l’accoglienza, il riaddestramento di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, abusati e destinati al macello con finalità di adozione dopo il periodo di custodia (8-12 mesi).

Sensibilizzare le Istituzioni – tra cui Giustizia, Salute e Lavoro – e le Associazioni di settore affinché sostengano moralmente ed economicamente il progetto “Cavalli in carcere” e il lavoro svolto da ASOM all’interno del carcere di Bollate attraverso incontri e convegni che facciano conoscere questa realtà dedicata al recupero sociale e lavorativo di persone in esecuzione penale.

Favorire il progressivo ampliamento del progetto, delle finalità e degli obiettivi ad altri istituti detentivi con l’obiettivo di:

  • valorizzare la figura professionale dell’Artiere su tutto il territorio nazionale
  • creare nuove opportunità di recupero sociale e lavorativo nel rispetto della legalità
  • promuovere l’attività assistita dai cavalli
  • aumentare gli spazi disponibili per l’accoglienza di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, abusati o arrivati a fine carriera. 

Promuovere la divulgazione del progetto “Cavalli in carcere” presso le Associazioni che si occupano di Riabilitazione Equestre per valorizzare l’importanza dell’Attività Assistita da Animali. All’interno del carcere, infatti, l’attività mediata dal cavallo assume un ruolo di vera riabilitazione favorendo, attraverso metafore, l’elaborazione del disagio psicologico e sociale per quei detenuti che pur seguendo il corso di formazione per Artiere, sono ancora lontani dal termine della pena.

Organizzare eventi dimostrativi esterni al carcere.