Il binomio vincente uomo cavallo non è fatto di premi e soldi, ma nuova vita dal carcere di Bollate.
Nel 2006 FISE e Provveditorato Lombardo pensano a ‘Cavalli in carcere’; un cavaliere Claudio Villa esiste, non e’ una favola. L’Associazione Salto Oltre il Muro nasce dalla passione del presidente Claudio per i cavalli e per l’aiuto agli altri. “Dalla relazione con il cavallo rinasce la parte empatica, che la detenzione reprime. Coi cavalli i detenuti affrontano la rinascita” spiega Claudio. 
Una relazione forte: il cavallo insegna tanto a tutti; rinasce la capacità di mettersi nei panni degli altri e capire le emozioni, ci si prende cura degli altri e rispettano le regole. 
Detenuti che hanno violato le leggi, “carnefici”, recuperano, si relazionano con cavalli, vittime di maltrattamenti e sequestri. 26 cavalli incontrano i detenuti. 
Le esistenze si intrecciano durante la pulizia della scuderia, degli animali e il lavoro a terra. Quasi tutti rimangono. Chi se ne va, non ha interesse. “Cito questa frase, perché lascia senza fiato” dice Claudio. “Ho lasciato una parte di me nell’ultima carezza data al mio cavallo: mio per sempre”. 
Alla fine i detenuti dicono grazie e abbracciano Claudio. “Qui c’è il rispetto, che, molto spesso, manca nella società fuori”.
Il grande recupero è Woody. 
Nell’ippica è stato così maltrattato; non vuole farsi toccare orecchie e groppa: sta recuperando la fiducia con l’uomo. 
Tutti i cavalli lasciano il segno. 
ASOM lavora con IHP, LAV e ENPA.
Soddisfazioni tante. Le persone sostengono con affetto. 
Forza di volontà e dedizione per le difficoltà. La prima difficoltà è la burocrazia, poi la mancanza di sostegno delle Istituzioni. “A volte, ci sentiamo soli” racconta Claudio, con occhi di forza e passione. 
La partecipazione della società “civile” è altalenante: un ambiente difficile in cui lavorare.
Si spera in un futuro con un maggior aiuto da tutte le istituzioni, allargando il progetto al sistema penitenziario nazionale.

Vite oltre.

[P. De Girolamo]